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sabato 2 maggio 2015

"MADAMA SANTA (CROCE E DELIZIA)" di Maria Francesca Consiglio



Madama Santa(croce e delizia).

Ci sono più stelle che cielo nel suo limbo, attaccate con il nastro che meriterebbe la bocca dello stolto ma non la sua, fragola sanguigna che trabocca l'oro maledetto dal pirata avido. Isabella in bilico con le ali di placenta. Isabella che cammina senza gravità, che gioca a nascondino con le tenebre e guarda il video bucandomi il petto, allietandomi l'iperventilazione da inquietudine costituzionale. Chi cerca? Chi aspetta? Le sue labbra son l'opera dell'artista riconosciuto post mortem, disegnate all'insù come quelle dei gatti che ridono anche quando son a lutto. Oh, le sue labbra ancora son trappole aperte che sventrano il profano ma a me non importa e con le sue piume da cigno nero adornerò i sandali di Mercurio; mi terrò stretta la vita per correre nel suo sguardo che mi ha cucito un'aureola sulla fronte, laccio emostatico che non mi distoglie dai suoi occhi antichi. Isabella che con il sorriso ruba lo zucchero dalla tastiera di Listz e mi suona il silenzio che mi scortica le tempie, che alla sua bocca manca solo un corona. M'oscura il giorno bugiardo con le sue eclissi che bruciano occhi e petto, che altro più non vedo che i miei tormenti nelle sua contea senza padrone. Isa-bella da far inorridire la menzogna, che le sue parole confondono la confusione battezzando la sostanza, scuoiando l'apparenza. Cervo senza primavera con lo zoccolo candido di neve, germoglio invernale. Notte senza sogni, giorno sonnambulo. Eterea dannazione balzante. Eterea. Rea. Dea.

MARIA FRANCESCA CONSIGLIO

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