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giovedì 9 aprile 2015

"Ricordi d'infanzia" di Cloe Sei.

C'è una strana sensazione che non so definire e che appartiene al mio mondo dell'infanzia. Era molto sgradevole; prendeva lo stomaco. Sorgeva in me ogni volta che i miei uscivano la sera, per il dopocena con gli amici o quando, all'imbrunire, mi ritrovavo sola durante il periodo di vacanza. Era uno strano senso di vuoto allo stomaco, un'angoscia che mi prendeva quando ero sola, senza mio padre. Poiché i miei uscivano quasi sempre la sera, questa sensazione mi è stata compagna per buona parte della mia vita di bambina. 
Non appena la porta di casa si chiudeva dietro le spalle dei miei dopo che noi bambini eravamo stati messi a letto, il mio cuore si faceva piccolo, piccolo e, tirate su le coperte, nella stanza silenziosa e illuminata dalla luce della stanza accanto, iniziavo il mio viaggio nel mondo della fantasia. Combattevo così il mio desiderio di piangere e le mie paure. Ai miei piedi, dormiva la mia bambola nel suo lettino e, accanto a me mio fratello; è stato il mio compagno di giochi. Lui aveva sei anni, io nove. La nonna ogni tanto entrava a controllare che dormissimo e noi fingevamo un sonno profondo, per poi iniziare il nostro viaggio. 
Le imposte socchiuse lasciavano filtrare un po' di luce esterna : quella del terrazzo a volte, quella della luna altre. " Ma quando alzi la mattonella? " mi chiedeva mio fratello. " Aspetta un momento!- rispondevo io - appena dorme la nonna!" E così, dopo la paziente attesa, io sollevavo la mattonella, scendevamo pian piano le scale ed iniziavamo il nostro percorso di avventure da me narrato. Quanti personaggi popolavano quel nostro mondo! Quanti animali! Quante storie! Pian piano, mentre io raccontavo, mio fratello prendeva sonno ed io restavo li ad ascoltare il suo respiro lieve, il lieve russare di Lilly, il mio cagnolino, ed il respiro pesante della nonna seduta in poltrona dinanzi al televisore, per lei potente sonnifero. Il tempo passava ed io attendevo. Il tempo passava, i programmi televisivi terminavano, il suono della sigla finale inondava la casa silenziosa ed io aspettavo! Ecco il rumore della chiave nella toppa; erano tornati. " Papà!? " " Ancora sveglia, eh?" Allora mi giravo sul fianco e, rassicurata, mi addormentavo.
Cloe Sei

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