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martedì 7 novembre 2017

"LETTERA" di Violeta Baculin



Lettera

In te nascono ricordi, mare
L'amore ho perso con te
L'onda la portata dove
I pensieri se nascondono
Nella sabbia.
Inutile che t'agiti adesso
Quando la tristezza ha coperto tutto
Sei sola e novembre da un puo
Di tempo
E io il tuo pianto, sento.

VIOLETA BACULIN

"BUIO TRA LE ROVINE" di Dante Bortolotti



BUIO TRA LE ROVINE

Buio tra le rovine,
profumo di passato,
di giorni uguali...grigi
come baci rubati senza amore.

Azzurro d'improvviso
due occhi da fissare
per leggervi qualcosa
in cui sperare,

e tenerezze brevi
da palpiti sinceri
immagini leggere
che danzano nel fuoco dei camini.

Lo sconosciuto amore di un ideale morto
e poi la sensazione...stridente, di sconforto,
un angoscia opprimente
che invade le trincee senza difese.

Mia piccola nemica che ti ritiri...assente,
peggio di una schernevole risata
e freddo nella mente, un rantolo struggente
penetra e si dissolve...nelle vene.

Buio tra le rovine
profumi di passato
di giorni uguali,
un attimo di pace

e poi...tormento, rapide visioni
di vele nere e campi di cotone,

bianchi sudari, preti, confessioni,
scogliere bianche, stelle, tentazioni,
speranza

e..ancora tu
certo illusione,
forse miraggio
e poi...disperazione.

DANTE BORTOLOTTI

"PROPRIO TU" di Cinzia Luciani



Proprio tu

Nel nulla
l'eco roboante
son sicura che tu, tu
proprio tu
sei, hai, sempre sarai.
Allora si, si
gioco, azzardo,
ragiono, dormo e no
sbircio il precipizio
mi ritraggo
poi, pluff, ci casco dentro
eh no, rimbalzo
mi aggrappo
scivolo, è vischioso
voluttuoso,
pieno il sapore
stordisce l'odore
l'impattar m'è tuttavia
lieve
la costatazione ardua
il fiato grosso
le mani ferme
il circolo resta vizioso
l'intento saldo.
È inconfutabile
che tu, tu, proprio tu
sei, hai, sempre sarai.


CINZIA LUCIANI

"GREVE D'AUTUNNO" di Marina Marini Danzi



GREVE AUTUNNO

Piogge battenti
coprono ogni nota amica
e solo ci rimane
lo scandagliar nel fango
contro il drago
Foglie rosse
come inutili passioni
galleggiano nel grigio del lago
Suona di vuoto
la coppa dell'autunno
con brevi soli
all'inverno s' apre
e trabocca di malinconia e rimpianti
Stende infine su tutto
un pietoso velo di nebbia
per cercar di dimenticare
il male di vivere
d'ogni cosa

Marina Marini Danzi

"BELLISSIMA" di Cecilia Resio

BELLISSIMA

Non è facile invecchiare con garbo.
Bisogna accertarsi della nuova carne,
di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei.
Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza,
senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto,
con la lentezza della rimessa in sesto
dopo gli stravizi, con le giunture,
con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso,
che prendono il posto dei grilli per la testa.
Bisogna farsi nuovi ed amarsi
in una nuova era, reinventarsi,
continuare ad essere curiosi,
ridere e spazzolarsi i denti
per farli brillare come minuscole
cariche di polvere da sparo.
Bisogna coltivare l’ironia,
ricordarsi di sbagliare strada,
scegliere con cura gli altri umani,
allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare,
maledire i guru, canzonare i paurosi,
stare nudi con fierezza.
Invecchiare come si fosse vino,
profumando e facendo godere il palato,
senza abituarlo agli sbadigli.
Bisogna camminare dritti,
saper portare le catene, parlare in altre lingue,
detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare,
ma l’alternativa sarebbe stata
di morire ed io ho ancora
tante cose da imparare.

CECILIA RESIO

"OBLIO" di Miriam Messina



L'OBLIO

Non provo odio per alcuna donna
o situazione della vita
che ti tenga lontano da me.

So che i tuoi pensieri
sempre
sono rivolti a me,
con chiunque tu sia
o qualsiasi cosa
tu stia facendo.

Odio piuttosto il sonno
ché vilmente ti allontana da me,
perché in quel luogo
non sei padrone dei tuoi pensieri.

Provo a venirti a cercare anche li
a volte
ma è tanto difficile lo sai.
Per tal motivo voglio sempre
dormire qualche minuto prima di te
per non sentirti scivolare via.

Per tal motivo temo
il giorno in cui
il sonno diverrà eterno.

Io temo quel giorno amore mio
e prego,
affinché l'oblio cada prima
sui miei occhi
e tanto tanto dopo
sui tuoi.

MIRIAM MESSINA

"OGGI IERI, RICORDI PER DOMANI..." di Silvia Canonico

Oggi ieri, ricordi per domani
La morte sbarra le finestre
L'amore butta giù le porte
Con la potenza di un uragano
O di un vento forte
Che oggi avrebbe il suo nome
Nonna che mi hai donato la più bella pagina della mia infanzia
In mezzo all'infamia di certe altre persone
Perché vivere non è solo respirare
E mentre amo spero
Che questo sia un peccato
Così da espiare
La morte sbarra le finestre
L'amore butta giù le porte
E mentre mi scrolli dalla tua gamba
Io mi tengo stretta
Come fossi un gatto, un cane
Un animale di razza rara
Ma io sono solo edera
E parto dal basso del tuo tronco
Per raggiungere ogni tuo ramo
Che non è altro che un sogno
Ma se uniamo le foglie
Potremmo essere una forza della natura
Pari a nessuno
Ma io sono edera che parte dal basso
Tu un albero che danza strappando pure le radici
Io sono pronta a precipitarmi
Dalle tue pendici
Messa sempre in "forse" dal mio passato
Io che prima di incontrarti
Ti avevo già amato
E perdona se non ricordo bene il mio vissuto
Come non ricordo ieri
Cosa ho mangiato
La morte sbarra le finestre
L'amore butta giù le porte
E non ricordo nemmeno chi ho amato
Ma non mi importa se il destino poi
Al tuo fianco mi ha voluto
E allora amore mio in questo quadro immenso
Andiamo avanti
Fieri di quello ieri
Che abbiamo perso
Di quello ieri
in cui io già ti amavo
Anche se ancora non c'eri
E allora
Se la morte sbarra le finestre
L'amore butta giù le porte
Io te in questo universo
Siamo qualcosa di più forte
Laviamo via tutte le ferite inferte
E ti prego andiamo via
Sempre più innamorati e più forti
Andiamo avanti così
Sempre più vivi
Sempre meno morti

SILVIA CANONICO