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martedì 18 luglio 2017

"IL SILENZIO...." di Ornella Cecilia Silvestri



IL SILENZIO...

Come musica lieve vibra,
sono lì ad ascoltare il suo rumore,
ma con stupore, sento forte il mio cuore e
ho timore di provare ardore.
La solitudine mi avvolge e turbata,
mentre alzo gli occhi al cielo, mi sento accarezzata.
La sua mano mi travolge e, come un soffice velo, piano piano se ne va lontano...

(Ornella Cecilia Silvestri)

"ULTIMO ATTO D'AMORE" di Anna Cappella



ULTIMO ATTO D'AMORE

Notte che contempli
le ombre di un amore
sconfinato agli argini
di un dolore sciolto,
trafitto, sperduto, sfinito
dai tanti echi di sconforto.

Ancora vividi i ricordi,
accesi in una memoria,
che non dorme
sui sogni di carta bruciata
e si propaga nel fumo acre
di un destino beffardo,
che incide il buio
con la sua lama
di silenzio dichiarato.

Né una parola
a consolare la sua pena,
solo la resa a suggellare,
con la parola fine,
il suo ultimo atto d'amore.

Anna Cappella

"NEI MIEI GIORNI FELICI" di Pasquina Filomena



NEI MIEI GIORNI FELICI

Ho nascosto le mie lacrime
ad un angolo di luna.
Nessuno le può ascoltare
e nessuno le può trovare.
Solo le tue mani possono farlo.
Quelle mani…
che mi hanno fatto tremare,
nei miei giorni felici.

PASQUINA FILOMENA

"E' L'ORA DELL'ASSENZA...." di Nadia Campanelli

È l'ora dell'assenza
regna il silenzio
nel mio giardino
e la pausa
del cielo accompagna
il rientro alato
nell' ombra del suo nido
Solo il cipresso
guardiano d' orizzonte
scende lo sguardo
a sfiorare il lago
come a cercare
un ritorno d'onda
sul passo lento
del meriggio
È l'ora che prende
per mano la vita
nel dolce abbandono
di un ricordo nuovo.

NADIA CAMPANELLI

"INNAMORATO ERO...." di Luisa Simone



Innamorata ero..
Della vita..
Avevo tutto con me...
Mi sentivo ricca

Con i miei 18 anni
Potevo comprare
La luna..
Le stelle..
Un amore..

Ma non potevo cancellare
Il dolore..

Il dolore della malattia di mio padre
I pianti..
Disperati di mia madre..

Sono cresciuta così
Tra una stella..
Ed una lacrima...
In mezzo al vento
Col sole coperto..

Ho sentito..
Poche risa..
Una giovinezza
Voi pensate
Sprecata...

Invece no
Vi sbagliate....

Quanto rimpiango
Quel dolore...
Così' amato
Quanto ho sofferto
Quando mi è scomparso..

La mia giovinezza
È per loro..
La dono a quei
Ricordi..
Così forti..

Che accompagnano
La mia età più bella...

A loro devo il mio
Sguardo profondo
E triste,

A loro devo..
La mia sensibilità...
Il mio altruismo..

Chi soffre...

Diventa
un gran maestro....

Grazie mamma
È papà'..

Per tutto quello
Che avete fatto
Per me.

(Luisa Simone)

"TENERSI" di Miriam Messina



TENERSI

La magia che c'è
nel tenersi nel cammino della vita,
un rapporto,
per un periodo così lungo.
E' come avere la catenina della prima comunione,
non la porti sempre al collo,
ma sai che ce l'hai nel portagioie.
Una persona che conosce i tuoi segreti,
che ti ha visto piangere e ridere e ti ha detto in faccia
quando eri ridicola,
quando lavori troppo
o quando ci tieni per la persona sbagliata.
E' un numero di telefono che sai
che puoi sempre comporre.
Magari non lo fai,
ma lo conosci a memoria,
anche se perdi il cellulare,
non c'è il rischio di dimenticarlo.

MIRIAM MESSINA

"E LA CHIAMEREMO DEBORA" di Debora Ravaioli



E la chiameremo Debora

E la chiameremo
Debora
all'anagrafe,
anche se suo padre non c'è.

L'armadio di legno.
La finestra.
L'orto.
La sedia.
Mia figlia mi porta dell'acqua.

Oggi vado dal parrucchiere
a tagliarmi i capelli
corti, ma cortissimi.

La sedia.
L'orto.
La finestra.
L'armadio di legno.
Mia figlia mi porta da mangiare.
Non pranziamo assieme.
Dov'è il mio compagno?

E la chiameremo
Debora
all'anagrafe,
anche se suo padre non c'è.

L'orto.
La sedia.
L'armadio di legno.
La finestra.
Mia figlia mi porta da mangiare.
Non ne voglio più.
Dice non può
farmi fare la fame.
Non ne voglio più.
Dov'è il mio compagno?

E la chiameremo
Debora
all'anagrafe,
anche se suo padre non c'è.